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Caro caffè

Caro colazione. Aumenterà il costo del caffè?

In questo periodo stiamo riscontrando molti rincari su molte materie prime, e il caffè non fa eccezione.

Il costo di una tazzina di caffè al bar potrà arrivare a costare 1,20€ nel corso del 2022, a riferirlo è Assoutenti (Associazione no profit per la tutela dei consumatori e educazione al consumo).

Una semplice tazzina di espresso al bar raggiunge dei prezzi sempre più alti rispetto al 2021, la causa deriva dai rincari delle quotazioni delle materie prime che sono cresciute più del 80% per quelle del caffè, del 60% quelle del latte e del 30% per il cacao e lo zucchero.

Si tratta di costi aggiuntivi per le attività che di conseguenza influiscono sul costo al consumatore finale. Anche i rincari del costo dell’elettricità e del gas influiscono negativamente sul costo del caffè, portando il costo di una singola tazzina di un espresso a 1,50€.

Costo del caffè, l’espresso più caro d’Italia

Secondo Assoutenti i rincari riguardano delle specifiche zone d’Italia, e ha stilato la mappa ufficiale dei prezzi dell’espresso nelle principali province italiane.

“Il prezzo medio nazionale del caffè è oggi di circa 1,10 euro contro 1,038 euro del 2021 – afferma Assoutenti – La palma del caro-caffè spetta al Trentino Alto Adige, con i bar di Trento che vendono l’espresso consumato al banco in media a 1,25 euro, 1,24 euro a Bolzano. Anche a Cuneo il caffè costa 1,24 euro.

In ben 3 province dell’Emilia Romagna (Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia) l’espresso abbatte la soglia psicologica di 1,20 euro, così come in Veneto (Rovigo e Venezia), mentre a Padova e Vicenza il prezzo medio è di 1,19 euro.

Il caffè più economico d’Italia – avverte Assoutenti – è quello servito dai bar di Messina (0,89 euro), seguita da Napoli, città dove l’espresso è una tradizione storica (0,90 euro) e da due province calabresi (Reggio Calabria e Catanzaro, 0,92 euro).

La mappatura del caffè realizzata da Assoutenti registra così differenze abnormi dei listini tra nord e sud Italia: il caffè costa a Trento addirittura il 40,5% in più di Messina, pur essendo il medesimo prodotto e realizzato allo stesso modo!


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Sostenibilità caffe

Da tempo avevamo in mente di scrivere articolo sulla sostenibilità del caffè, molto spesso sentiamo parlare di effetti ambientali negativi legati alla coltivazione del caffè, come: la deforestazione, lo spreco di risorse idriche e lo sfruttamento degli agricoltori.

Ma come può il consumatore finale scegliere un caffè sostenibile ?

Ora qui spieghiamo come fare

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Il caffè è la seconda bevanda più consumata al mondo, ogni cultura ha le sue tradizioni e i suoi modi di prepararlo, ma l’ingrediente principale è sempre lo stesso.

Sfruttamento degli agricoltori

La pianta del caffè può essere coltivata solo in determinati territori, tutti al di sotto dell’equatore, il principale produttore è il Brasile.

Il fatto che possa essere coltivato solo nei cosiddetti territori del terzo mondo, favorisce lo sfruttamento delle risorse umane necessarie alla produzione, questo accade soprattutto da parte dei grandi produttori.

Deforestazione

La richiesta del mercato cresce di anno in anno, e per questo c è bisogno di nuovi terreni da dedicare alla coltivazione, e purtroppo questo causa un’incontrollata deforestazione creando così un importante danno ambientale, fattore aggravato tipo di coltivazione al sole, la più diffusa.

Che differenza c’è tra la coltivazione al sole e all’ombra?

Naturalmente la pianta del caffè cresce assieme ad altre piante, anche vicino agli alberi, che proteggono la pianta e le fanno ombra. Questa tipologia di coltura possiede molteplici benefici, infatti si crea un habitat perfetto per gli uccelli che si nutrono degli insetti che infestano le piante di caffè, evitando così l’utilizzo di pesticidi.

Inoltre l’ombra creata dagli alberi evita la totale evaporazione dell’acqua, limitando così il dispendio idrico, inoltre il materiale organico caduto a terra questa varietà di piante funge la fertilizzante.

Ma come mai se la coltura all’ombra fornisce tutti questi benefici viene surclassata dalla coltivazione al sole?

Questo succede perché la coltura al sole permette una maturazione più rapida delle ciliegie del caffè, rispetto a quella all’ombra. Questa tecnica è molto più produttiva per questo in molti la preferiscono, anche se prevede l’utilizzo di pesticidi, un maggior dispendio di risorse idriche e un impoverimento del terreno.

Come scegliere il caffè giusto

Il consumatore finale può limitare l’impatto ambientale cercando di vere delle piccole accortezze.

  1. Scegli un caffè da piccole realtà selezionata te e di alta qualità, questo permette di avere un tipo di commercio a filiera corta.
  2. Evita di usare i bicchieri usa e getta, per consumarlo scegli una tazza riutilizzabile.

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Quale acqua scegliere per un espresso perfetto?

Per ottenere un espresso perfetto la miscela è sicuramente l’aspetto fondamentale di cui tenere conto, ma non è l’unico; oltre al blend anche altri fattori contribuiscono al sapore finale, come appunto l’ acqua.

La quantità di acqua presente in un espresso varia dall’ 85% al 92% del volume del caffè, perciò è importante prestare molta attenzione a che tipo scegliere.

Come scegliere l’acqua migliore per l’espresso?

L’acqua ideale per un espresso perfetto deve avere dei requisiti ben precisi, in ogni caso è sconsigliato utilizzare l’acqua del rubinetto, che ha dei valori variabili e in molti casi risulta essere ricca di calcare e quindi potenzialmente dannosa per la macchinetta del caffè.

La Scaa, Speciality Coffee Association of America, ha fatto degli studi a tal proposito e ha individuato questi valori ideali:

• Residuo fisso 75/250mg/l
• Ph 6,5/7,5
• Calcio 17/85 mg/l
• Sodio <10mg/l

Quindi prima di comprare l’acqua al supermercato ricordiamoci di controllare questi valori sull’etichetta.

Si può usare l’acqua frizzante per l’espresso?

In molti sostengono che utilizzare l’acqua frizzante per la preparazione dell’espresso sia un valido trucco per renderlo più corposo e cremoso, ma in realtà non è così, la corposità dell’espresso è data solo dalla miscela, dalle quantità di Arabica e Robusta presenti al suo interno, se vuoi approfondire questo argomento leggi questo articolo.

In realtà utilizzare l’acqua frizzante crea molto più calcare che si deposita nella macchinetta del caffè abbreviandone la vita.

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caffe-aroma-ricordo

L’aroma del caffè può richiamare alla memoria ricordi ed emozioni vissute. I sensi permettono di scoprire il mondo esterno e per questo svolgono un ruolo importante nel formare la percezione di un’esperienza.

L’olfatto è il primo dei 5 sensi a svilupparsi, i bambini lo maturano già all’interno del grembo materno in modo da poter riconoscere la madre dal suo odore.

Come può l’aroma del caffè attivare la memoria olfattiva?

Alcuni odori sono capaci di attivare la memoria involontaria e risvegliare dei ricordi vividi e inconfondibili.

Se durante un’esperienza intensa è stato avvertito un determinato odore, la nostra memoria collega quell’episodio a quel determinato stimolo olfattivo, e ogni qualvolta si ripresenta quell’odore, la nostra mente ci riporterà a rivivere quel determinato ricordo.

L’olfatto è il senso più potente, capace di evocare ricordi ed emozioni.

L’aroma del caffè

Il caffè sviluppa il suo aroma durante la tostatura, il realtà nello stesso stimolo olfattivo sono presenti moltissime molecole odorose diverse, un’infinita combinazione di odori che la nostra mente può associare a dei ricordi olfattivi.

L’aroma del caffè contiene un’infinità di sfumature diverse, come: la fragranza di pane tostato, sentori di cioccolato o caramello, note agrumate o frutta secca e molti altri, che possono essere percepite in maniera diversa da ogni singolo individuo.

Non a caso l’aroma del caffè è lo stimolo olfattivo più connesso a dei ricordi. A te cosa fa venire in mente?

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moka-come-pulire-macchinetta-caffè-macchie-bruciato-marodda

Ecco alcuni trucchi per farla tornare splendente

La moka va lavata sì o no?

Molti sostengono che la moka non vada lavata per preservare l’aroma del caffè.

Niente di più sbagliato! Oltre che ad essere una cattiva idea dal punto di vista igienico, questa pratica rovina anche il sapore del caffè sprigionando dei sentori di bruciato e a volte addirittura rancido.

Come Lavare la Moka

La pulizia quotidiana della moka è molto semplice, basta lavarla con dell’acqua, senza l’aggiunta di sapone.

Il caffè che si deposita all’interno della moka è solubile, dunque basta lavarla con dell’acqua calda e una spugna pulita per eliminarne tutte le tracce.

Come eliminare lo sporco incrostato e le bruciature dalla moka

Per eliminare le tracce di bruciatura e di sporco incrostato dalla nostra moka abbiamo studiato una formula. Ecco il procedimento:

Riempi una bacinella molto capiente o la vasca del lavandino con dell’acqua e aggiungi 2 cucchiai di bicarbonato, 2 cucchiai di aceto di vino bianco e 2 cucchiai di sale marino fino, smonta la caffettiera e immergi i pezzi nella soluzione.

Lascia agire almeno un’ora, nel caso in cui le incrostazioni siano particolarmente ostinate aumenta il tempo di immersione.

Sciacqua la moka con una spugna, riempila con l’acqua, montala e mettila sul gas come per preparare un normale caffè.

Una volta a bollore spegni e risciacqua.


Questa semplice procedura, con dei semplici ingredienti naturali e di facile reperibilità ti aiuterà a far tornare la macchinetta del caffè come nuova.

Facci sapere come è andata!

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caffe-mal-di-testa-rimedi-naturali

Degli studi confermano che il caffè può essere usato come rimedio per il mal di testa.

Ma attenzione alle quantità, assumerne troppo può causare l’effetto opposto.

 

Caffè e mal di testa. Cosa dice la scienza

Bere una tazza di caffè amaro contro il mal di testa è un rimedio molto antico, che sembra funzionare, ma è davvero così?

Si!

Degli studi scientifici sono riusciti a dimostrare che c’è realmente un nesso tra l’uso della caffeina e il mal di testa.

Tuttavia bisogna considerare delle variabili. Esistono diverse tipologie di mal di testa, e, la caffeina aiuta solo in alcuni casi, mentre in altri può addirittura aggravare il fastidio.

Caffè e mal di testa. Come curare l’emicrania.

Secondo quanto afferma il neurologo Vincenzo Tullo dell’Humanitas Mater Domini: “Il caffè, o meglio la caffeina, aiuta ad attenuare il dolore in caso di emicrania, grazie al suo potere vasocostrittore (restringe i vasi sanguigni) ed al suo effetto analgesico.”

L’emicrania è dovuta all’allargamento dei vasi sanguigni e la caffeina aiuta ad alleviare il dolore grazie alla sua proprietà di vaso costrittore.

Ma i tipi di mal di testa sono davvero tanti, e la caffeina risulta efficace soprattutto contro quelli occasionali.

Affinché risulti efficace è bene bere una tazzina di caffè amaro e rilassarsi per una ventina di minuti al buio e al silenzio

Le proprietà vaso costrittrici della caffeina vengono spesso utilizzate in ambito farmaceutico in molti analgesici, in quanto facilitano l’assorbimento del farmaco, velocizzandone l ‘effetto.

Caffe e mal di testa. Quando evitare di assumerlo.

Ci sono alcune tipologie di mal di testa che possono essere aggravate dalla caffeina.

Nel caso in cui si soffra di Cefalea Muscolo Tensiva, dovuta ad uno stile di vita poco sano, caratterizzato da: stress, alimentazione scorretta e poche ore di sonno, l’assunzione di caffeina potrebbe peggiorare il dolore alla testa, in questo caso è consigliabile bere delle tisane come la valeriana o la camomilla.

Ogni soggetto può avere una reazione diversa all’assunzione di caffeina. Se vi rendete conto che vi causa dei problemi potete comunque non rinunciare al gusto di un buon caffè gustando un decaffeinato.

 

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Per molti di noi il caffè è un’abitudine a cui non si può rinunciare, fa parte della nostra routine quotidiana.

Ma può essere così anche per i nostri pet?

Cosa rischiano i nostri amici a 4 zampe se assumono caffeina?

Il cane o il gatto può bere il caffè?

Meglio di no.

Anche se vogliamo condividere con i nostri animali il piacere di un buon caffè è meglio non farlo, infatti gli animali sono molto più sensibili di noi alla caffeina.

Se ingerita dall’ animale può provocare diversi disturbi e potrebbe essere necessario l’intervento del veterinario.

I disturbi provocati dalla caffeina dipendono molto dalla stazza del nostro amico quadrupede, più è piccolo e maggiore è la probabilità che possa sviluppare delle reazioni dopo l’assunzione del caffè.

Quali sono gli effetti collaterali se il cane beve caffè?

Gli effetti collaterali possono variare a seconda: delle quantità assunte, della stazza e della sensibilità del cane o gatto.

La caffeina agisce sul sistema nervoso e può provocare:

  • Mal di pancia,
  • Tachicardia,
  • Tremori,
  • Perdita del sonno,
  • Irrequietezza.

Come intervenire se il cane beve caffè?

Se ti accorgi che cane o gatto ha assunto del caffè o degli alimenti che contengono caffeina tienilo sotto controllo per almeno 3 ore, e evita di lasciarlo da solo.

Se ti accorgi che appare qualche sintono come quelli descritti pocanzi allerta immediatamente il veterinario.


Noi di caffè Marodda amiamo gli animali, e teniamo molto alla loro salute. Il caffè è un piacere che è meglio non condividere con i nostri amici pelosi.

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Buon Caffè

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La gravidanza è un momento molto delicato per la vita di una donna, in questo particolare momento le future mamme vengono assalite da mille dubbi sulle corrette abitudini alimentari; molto spesso si crea una grande confusione a causa delle troppe informazioni che si reperiscono: dalle molte voci delle ricerche su Google e dai consigli di mamme, suocere, cognate, cugine, amiche e altri…

 

Caffè in gravidanza, sì o no?

Il caffè, assieme a tutte le altre sostanze nervine come la cola, il the, la cioccolata vanno assunte con moderazione in quanto contengono sostanze che agiscono sul sistema nervoso. La caffeina è una sostanza che riesce ad attraversare la placenta e per questo entra in contatto con il feto.

Questo può creare dei danni alla salute del bambino?

Noi di caffè Marodda vogliamo fare chiarezza affidando i nostri dubbi ad un esperta.

Abbiamo deciso di porgere delle domande all’ostetrica Amalia Allevato, che aiuta le future mamme a rispondere a tutti i loro dubbi accompagnandole in un percorso durante tutta la gravidanza.

Ciao Amalia, è possibile bere il caffè durante la gravidanza?

Grazie per porre la vostra attenzione a questa fase così delicata della vita delle donne, che è la gravidanza. Assolutamente sì, la gravidanza non esclude dalla possibilità di bere il caffè. In particolare si consiglia di assumere non più di 200 mg/die di caffeina, che equivale a 2 tazzine di caffè al giorno.

Cosa si rischia assumendo più caffeina di quella consigliata?

Gli studi scientifici hanno dimostrato che, assumendo una dose di caffeina superiore a quella dimostrata tollerabile, si rischiano diversi esiti avversi: aumento del rischio di aborto spontaneo, basso peso alla nascita, parto prematuro e obesità del nascituro. È noto, poi, che l’immaturità funzionale del fegato fetale produce un livello insufficiente di enzimi necessari per il metabolismo della caffeina, aumentando il rischio di una eccessiva esposizione, inoltre, un eccesso di caffeina riduce l’assorbimento di ferro, specie se in associazione al fumo.

Si può bere il decaffeinato in gravidanza?

Se si gradisce, sì. Si possono bere prodotti decaffeinati e deteinati, specie in quei casi in cui la donna, prima della gravidanza, aveva nel suo stile di vita un’errata assunzione di caffeina, oltre le dosi consigliate per una corretta educazione minzionale.

Una donna che cerca di rimanere incinta può assumere caffè?

Le indicazioni in fase preconcezionale, rimangono le medesime rispetto a quelle descritte in gravidanza. In linea generale, una donna, in età fertile, per far sì che tutto il suo organismo funzioni correttamente, non dovrebbe superare le dosi di 3 caffè al giorno. Ne va della salute della propria vescica, per esempio, che potrebbe essere intaccata dall’eccessiva irritabilità che il caffè apporta ai visceri interni. Per cui, da Ostetrica, che lavora spesso di notte, benedicendo la scoperta di tale bevanda, vi dico: viva il caffè, ma con moderazione, come per tutte le cose buone della vita!


Per concludere, non c’è bisogno di rinunciare ad un piacevole momento di pausa, a condizione di assumerlo con moderazione.

Leggi anche il nostro articolo sull’assunzione di caffè in allattamento.

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Durante l’allattamento è necessario che le mamme correggano le proprie abitudini alimentari per favorire la produzione del latte, ma alcuni alimenti possono trasferire le proprie proprietà nel latte materno?

Assumendo il caffè il bambino può mostrare segni di irritabilità?

Alcuni studi pubblicati sulla rivista “Pediatrics” fatti su un campione di 900 donne in allattamento, dimostrano che l’assunzione di caffè non incide sul sonno dei piccoletti, ma tutto dipende dalla quantità di caffè assunta.

Per chiarire questi dubbi, noi di caffè Marodda, abbiamo posto delle domande ad un’esperta, l’ostetrica Amalia Allevato, che si occupa di seguire le mamme nelle fasi pre e post parto.

Ciao Amalia, la caffeina si trasferisce nel latte materno?

Grazie per la possibilità di parola per trattare un tema caro alle ostetriche: l’allattamento. Le raccomandazioni “Nutrizione in gravidanza e durante l’allattamento”, redatte nel 2018, ci spiegano che la caffeina viene escreta nel latte materno, in relazione, però, alle quantità assunte.

Il caffè cambia il sapore del latte materno?

Tutto ciò che viene assunto dalla neomamma in allattamento, in qualche modo produce variazioni di gusto per il bambino. Anche in questo caso le raccomandazioni nazionali ed internazionali parlano chiaro: nulla è dannoso per mamma e bambino se assunto in quantità moderate.

Quanti caffè si possono bere al giorno durante l’allattamento?

Le indicazioni ci confermano di poter consigliare alle mamme non più di 200 mg/die di caffeina, che equivalgono a 2 tazzine di caffè. Ma attenzione: la caffeina è contenuta anche in altre bevande, per cui teniamone conto!

Il sonno del bambino viene disturbato dall’assunzione di caffè da parte della mamma?

Nelle quantità consigliate sopra, assolutamente no! Ricordiamo che il sonno del bambino spesso risulta disturbato perché viviamo in una società che vorrebbe i neonati in grado di dormire tutta la notte, già autonomi ed indipendenti. Questo non è possibile, in quanto solo la frammentarietà del suo sonno permette al bambino di attaccarsi spesso al seno per garantire una produzione di latte sufficiente per la sua epoca di vita.

L’assunzione di caffè può causare le coliche del bambino?

Anche sull’argomento “coliche” tanti sono i falsi miti, purtroppo. Esse non sono dovute all’alimentazione materna, bensì ad un’immaturità intestinale del neonato che arriverà a risolversi alla fine del suo primo trimestre di vita. Per cui la risposta è che il caffè non ha la capacità di provocare coliche, in quanto queste ultime sono processo quasi obbligato per un neonato verso la sua crescita.


Per concludere, non c’è bisogno di rinunciare ad un piacevole momento di pausa, a condizione di assumerlo con moderazione.

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Il caffè può essere veicolo di contagio del virus?

Il caffè proveniente dai paesi con un alto tasso di contagi possono diffondere il virus?

 

Tutto ciò che c’è da sapere sul caffè e il covid-19

Il caffè è sicuramente la bevanda più amata da noi italiani, ma a causa del clima non è possibile coltivarlo nel nostro Paese, motivo per cui siamo costretti a importarlo.

La maggior parte del caffè che importiamo proviene dai Paesi che sono stati maggiormente toccati dalla pandemia di coronavirus; questo può presentare un rischio per la nostra salute? Il caffè importato può essere veicolo di contagio da corona virus?

Possiamo stare tranquilli, la risposta è no. Secondo delle ricerche non ci sono rischi legati al consumo di caffè, nonostante venga prodotto in zone ad alto rischio, questo perché il processo di produzione del caffè è un processo molto lungo, diviso in molte fasi.

Dopo la raccolta nei campi, il caffè, viene lavorato, immagazzinato e infine spedito. Solo la spedizione impiega circa 30 giorni per arrivare a destinazione; Dunque tutti questi processi hanno una durata molto più lunga rispetto a quella della sopravvivenza del virus sulle superfici.

 

Si può trasmettere il virus attraverso gli imballaggi?

La trasmissione del Covid-19 attraverso gli imballaggi dei prodotti che compriamo al supermercato è altamente improbabile, a confermarlo è una ricerca della International Commission on Microbiological Specifications for Foods (ICMS), che ha stilato un nuovo rapporto dedicato alla sicurezza degli alimenti durante la pandemia.

Questo studio sottolinea come al momento non ci siano prove scientifiche che il confezionamento dei prodotti possa essere veicolo di contagio. Ovviamente seguire le classiche regole per la prevenzione ci aiuta a evitare inutili rischi, ricordarsi di sanificare le mani prima di entrare nel supermercato è una buona abitudine che protegge noi e gli altri.

 

Dunque possiamo stare tranquilli, non esiste alcun legame tra il caffè e il contagio da Coronavirus. I batteri resistono sulle superfici poche ore e i lunghi tempi di lavorazione e di spedizione eliminano tutti i rischi.

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